THD negli apparecchi LED: cosa chiedere nel confronto tra driver
Se un produttore di apparecchi LED in Cina omette la THD, chiederemo i dati della referenza e del regime di funzionamento previsto nel progetto. Non leggeremo una percentuale isolata come descrizione dell’intero impianto. Nel confrontare campane LED industriali, lampioni o proiettori, richiederemo le condizioni di misura della distorsione armonica totale insieme al fattore di potenza. Nei gruppi numerosi presteremo attenzione sia alla qualità elettrica del driver sia all’ottica.

La comparsa di armoniche dipende dal numero di apparecchi LED?
Per conoscere la distorsione risultante studiate insieme rete, altri carichi, regolazione, potenza e circuito del driver. Contare gli apparecchi non sostituisce l’analisi delle emissioni combinate. Non esiste quindi un numero fisso di apparecchi che fornisca la risposta.
Cercate una diagnosi dell’impianto, non un numero generico di apparecchi ammessi. I dati permetteranno di decidere se riesaminare i carichi, sostituire apparecchi o studiare filtri. Un analizzatore di rete aiuta a localizzare il problema e identificarne lo spettro. La misura deve distinguere corrente e tensione, registrare il carico e confrontare stati nominali e regolati.
Quando leggete THD, identificate prima se riguarda corrente, THD(I), o tensione, THD(U): esprime il contenuto armonico rispetto alla componente fondamentale. In un driver il comportamento elettronico non lineare può generare, tra gli altri, ordini 3, 5 o 7. Per valutare l’effetto combinato occorre considerare i carichi e la rete a cui sono collegati.
Non attribuite alla corrente del driver qualsiasi guasto di un altro apparecchio, interferenza o aumento della bolletta. Come carico non lineare può assorbire componenti armoniche, ma occorre esaminarne ampiezza e spettro. L’impianto concreto determina come si manifestano gli effetti.
Distinguete il dato di THD dell’apparecchio da una verifica della qualità della tensione al quadro. Una distorsione di corrente inferiore può aiutare nella scelta del driver, senza dimostrare che tutta l’alimentazione sia stabile o sicura. Per questa valutazione contano anche corrente assoluta, carico dei circuiti, impedenza e altri utilizzatori collegati.
Perché prestare attenzione alla THD delle luci LED?
Valutate le emissioni armoniche reali e le loro conseguenze: il testo originale indicava erroneamente una THD bassa come causa del problema. Nei grandi gruppi studiate anche i diversi livelli di regolazione. Gli esempi da 7W, 10W, 12W, 15W, 20W, 30W o 40W, tutti inferiori a 50W, non esonerano dalla verifica del prodotto. Anche un solo apparecchio può assorbire corrente non sinusoidale: non esiste un numero minimo che dia origine alle armoniche.

- Rete elettrica: le correnti armoniche, attraversando l’impedenza della rete, possono contribuire alla distorsione di tensione e a perdite aggiuntive. L’effetto va valutato mediante misure o calcolo.
- Apparecchi collegati: una qualità di alimentazione inadeguata può comprometterne il funzionamento, ma l’origine di ogni anomalia va diagnosticata. Non tutte le interferenze o gli interventi delle protezioni dipendono dalla THD degli apparecchi illuminanti.
Come ridurre la THD delle luci LED?
- Scegliere un driver adeguato: confrontate l’emissione armonica dichiarata nelle condizioni reali di tensione, carico e regolazione. Dimensionamento e progetto del driver incidono; non basta scegliere un alimentatore più potente o una marca conosciuta. Verificare l’obiettivo di THD inferiore al 15%.
- L’obiettivo di THD inferiore al 15% citato dalla fonte è una proposta di selezione, non un limite universale per qualsiasi apparecchio o impianto italiano. Confermate requisiti, metodo di prova e condizioni di carico.
- I filtri possono rientrare nella soluzione quando studio e misure lo giustificano. Tipo e dimensionamento devono rispondere allo spettro armonico e all’impianto: non si aggiungono automaticamente perché una scheda riporta una percentuale elevata.
Come scegliere il valore di THD delle luci LED?
Confronteremo i driver a tensione e carico equivalenti, considerando la regolazione che useremo. Prima distingueremo i requisiti del prodotto dalle verifiche dell’impianto. La potenza aiuterà a organizzare la richiesta, ma non stabilirà da sola un’esenzione domestica o una regola industriale unica.
- Nell’industria inverter, motori e altri carichi condividono i circuiti con l’illuminazione. Il valore superiore al 50% menzionato dalla fonte non è inevitabile: misurate o modellate l’impianto prima di decidere se occorre filtrare.
- Nei negozi e negli uffici, gruppi di pannelli LED 600×600 o faretti LED da incasso da 50W possono richiedere una verifica della corrente armonica complessiva. L’obiettivo ≤15% del documento va confrontato con specifica e prova applicabili, senza presentarlo come garanzia di assenza di effetti.
- Per l’illuminazione pubblica LED, separate il grado ambientale IP65 dai requisiti elettrici: descrivono aspetti diversi. I valori <15% o <10% citati dalla fonte vanno confermati nel capitolato o nelle condizioni di connessione, senza attribuirli a tutti i gestori di rete italiani.
Valuteremo il miglioramento senza imputare agli apparecchi ogni fenomeno di rete o dipendere da una soglia commerciale. Se interveniamo su un impianto esistente, conserveremo misure precedenti e successive. Chiederemo le condizioni di prova di ogni percentuale e le confronteremo con il responsabile elettrico. La richiesta includerà referenza del driver, tensione di alimentazione e livelli di regolazione previsti.
Confrontare il driver al livello di regolazione previsto
Se l’impianto funzionerà parte del tempo a flusso ridotto, possiamo richiedere i dati relativi a quei livelli, non soltanto al regime nominale. Serve una base confrontabile di tensione e carico tra le offerte. Potremo così individuare le informazioni mancanti prima di attribuire a una percentuale commerciale il comportamento dell’intero impianto.
Separare la richiesta sul prodotto dalla diagnosi della rete
La scheda del driver aiuta a scegliere gli apparecchi, mentre un’anomalia dell’impianto richiede di conoscere dove e in quali condizioni si manifesta. Possiamo documentare circuiti, altri carichi e stati di funzionamento perché il responsabile elettrico definisca le misure necessarie. Sostituire gli apparecchi senza diagnosi può lasciare irrisolta la causa reale.
Potete approfondire la distinzione tra problemi dei carichi, misure e correzioni nella documentazione CIRCUTOR sulla qualità della rete.
